Ridotte Capacità Lavorative - Il Film

Foto del Film

Ex appuntamenti al Cinema: 29 Gennaio Bif&st | International Film e TV Festival di Bari nella sezione “Panorama” h19 presso il Teatro Kursal alla presenza di Paolo Rossi, Massimiliano Carboni e Mauro Berardi 1 Febbraio Rimini all’interno della Rassegna “Il Cinema racconta il Lavoro” , h21 ingresso libero 2 Febbraio Senigallia all’interno della Rassegna “Frammenti di Festival”, Cinema Gabbiano, ingresso €3,00 5 Febbraio Pompei, al termine della proiezione dell h20, dibattito con Alessandro Di Rienzo e il Gruppo Operaio già Zezi, autori della colonna sonora, proiezione presso il Pompei Lab. Per maggio info 10 Febbraio Cagliari, 3° ediz. Concorso “Il cinema incontra il lavoro” fuori-concorso. Presenza di Rossi e Carboni

Trama: La fantascienza in un paese napoletano; i referendum; le scale mobili da usare alla rovescia; campi di calcio sovrastati da astronavi aliene; Shakira; catene di montaggio; il nume tutelare di Charlie Chaplin. Non basta? Aggiungete Paolo Rossi in giro per le vie di Pomigliano d’Arco, sani rigurgiti democratici, parroci “sudamericani”, assaggi di scarpariello, un operatore operaista ed il sogno di una partita di calcio pacificatrice da disputarsi tra operai della Fiat di Pomigliano e quelli della Tichy in Polonia. E se anche questo non fosse sufficiente, realizzate il prodotto cinematografico in questione con l’innovativa tecnica dell’instant-film: un cinema “espresso”, all’improvviso, dove la velocità è il pane quotidiano e il chapliniano Paolo Rossi improvvisa senza sosta sotto lo sguardo perennemente acceso della cinepresa, vero occhio indagatore di “RCL – Ridotte Capacità Lavorative”. Perché risiede in questo il segreto del film diretto da Massimiliano Carboni, scritto da Paolo Rossi, Alessandro Di Rienzo e Massimiliano Carboni prodotto dagli avventurosi Ami – Agenzia Multimediale Italiana e Mauro Berardi: offrire, attraverso il surrealismo civile, la vita nell’attimo stesso in cui viene vissuta, raccontata, osservata. I botta e risposta tra l’attore e la gente che incontra in cinque giorni di riprese non sono frutto di un copione, ma la diretta conseguenza della situazione e della complicità creatasi sul set. Il tutto per uno scopo ben preciso: capire se Pomigliano ha sufficiente appeal per un film, «un film tosto».

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